Nel corso dei lavori, la Banca Centrale di San Marino ha richiamato l’attenzione sul tema della perdita di biodiversità nel Mar Mediterraneo e sulle possibili implicazioni di tale fenomeno per la stabilità finanziaria dei paesi costieri. In particolare, è stato evidenziato come il degrado ambientale, l’inquinamento e la riduzione della biodiversità possano progressivamente tradursi in vulnerabilità economiche e finanziarie, con possibili effetti sul valore degli attivi, sulla qualità del credito, sull’esposizione assicurativa e, più in generale, sulla resilienza dei sistemi finanziari dei Paesi costieri.
Su questa base, nell’ambito della sessione regionale europea, la Banca Centrale di San Marino ha proposto di avviare una riflessione su tre possibili direttrici di lavoro: il rafforzamento dell’analisi degli effetti della perdita di biodiversità del mare Mediterraneo; l’individuazione di forme di dialogo con i governi, al fine di individuare e rafforzare le politiche di prevenzione; la valutazione di possibili forme di cooperazione con altre organizzazioni regionali, tra cui l’Unione per il Mediterraneo.
La proposta si inserisce nel quadro delle priorità del NGFS e del suo approccio basato sul confronto tra pari, sullo scambio di esperienze e sullo sviluppo di strumenti analitici utili a cogliere i rischi climatici e ambientali per la stabilità finanziaria.
La Banca Centrale della Repubblica di San Marino conferma il proprio impegno a contribuire attivamente ai lavori del Network e allo sviluppo di una maggiore capacità di analisi sui rischi ambientali emergenti per il sistema finanziario.